TENSIONE TRA MOSCA E VARSAVIA

TENSIONE TRA MOSCA E VARSAVIA

A cura di Luigi Olita 

Se c'è un Paese in Europa che più di tutti sta mostrando forte sostegno all'Ucraina, anche accogliendo i profughi ucraini, è proprio la Polonia. Non solo un legame con Kiev che deriva dalla storia passata con la Confederazione Polacco-Lituana, ma anche aver vissuto sotto il comunismo sovietico di Mosca ha portato Varsavia a schierarsi in prima fila al fianco dell'Ucraina. L'ultima proposta della Polonia, proprio come suggerito dall'ex ministro degli esteri polacco Sikorsky, sarebbe stata quella di dare all'Ucraina armi nucleari per difendersi dalla Russia in extrema ratio. Ovviamente la proposta di Sikorsky non è piaciuta a Mosca, che non si è fatta attendere nella risposta, poiché il presidente della Duma, Vieceslav Volodin ha affermato che una mossa del genere comporterebbe la fine dell'esistenza dei Paesi europei. Dunque un vero e proprio avvertimento che non fa altro che agitare nuovamente lo spettro dell'arma nucleare e mettere in allerta la Polonia, già timorosa fino a due mesi fa di un attacco da parte di Mosca.

Varsavia, come bastione della NATO nell'est Europa, aveva già poco dopo l'inizio dell'invasione russa, spedito armi alla vicina Ucraina e proposto in sede NATO di inviare armi pesanti. Come riportato anche dal Giornale, infatti, la Polonia sostiene che la Russia avrebbe violato le regole del "Memorandum di Budapest", firmato il 5 dicembre 1994, che prevedeva la rinuncia da parte dell'Ucraina alle armi nucleari in suo possesso e che aveva ereditato in seguito alla dissoluzione dell'URSS con il trattato di non proliferazione delle armi nucleari in cambio di rassicurazioni da Russia, Stati Uniti e Regno Unito "per la sua sicurezza, indipendenza ed integrità territoriale". Con l'invasione del 24 febbraio il memorandum è stato quindi violato da Mosca, portando quindi ad un ritorno al passato con la restituzione delle armi nucleari a Kiev. In questo caso le ombre del passato tornano alla ribalta, per un astio mai abbandonato nei confronti di Mosca dopo la parentesi dolorosa della Guerra Fredda e soprattutto vedendo la vicina Polonia sottoposta allo stesso imperialismo subito in passato proprio dalla Polonia. Nonostante ciò i timori della Polonia di un attacco da parte di Mosca rimangono non confermati dagli apparati di sicurezza di Varsavia, poiché non si è mai parlato di un piano russo di invasione della Polonia, anche per il semplice motivo della sua appartenenza all'Alleanza Atlantica che comporterebbe in caso di attacco russo, un possibile intervento dei suoi alleati atlantici. Dunque nonostante il forte sostegno di Varsavia a Kiev, sancito ultimamente dalla visita del Presidente della Repubblica Andrej Duda alla Verkhovna Rada e dalle affermazioni del primo ministro polacco Morawiesky riguardo la resistenza del popolo polacco ad un futuro ed ipotetico attacco di Mosca, il comportamento di quest'ultima, almeno ultimamente, contro la Polonia non è mai stato offensivo, anche dettato dalla presenza della NATO in territorio polacco.