LO ZAR, IL SULTANO E L'AYATOLLAH

LO ZAR, IL SULTANO E L'AYATOLLAH

A cura di Luigi Olita 

Sanzioni, rifornimento di armi a Kiev, stampa occidentale alla carica contro il Cremlino e diagnosi di malattie sembrano non essere riusciti a fermare Vladimir Putin nella sua guerra nel cuore dell'Europa orientale. Una guerra iniziata nel 2014 e che ha visto il culmine il 24 febbraio 2022 con l'invasione russa dell'Ucraina. l'Occidente si è subito mobilitato nel rifornire di armi Kiev e dare supporto di intelligence, con l'obiettivo di isolare la Russia a livello internazionale. Impresa non riuscita soprattutto dopo le ultime mosse diplomatiche del Cremlino che vedranno Vladimir Putin in visita a Teheran per un incontro con il presidente iraniano Raisi ed il presidente turco Erdogan. Quest'ultimo, membro della NATO, continua a muoversi come un vero e proprio cane sciolto nello scacchiere internazionale non solo per la quasi vicinanza alla Russia, ma anche per azioni diplomatiche che sta portando a segno tra Kiev e Mosca con l'obiettivo di risolvere la controversia sul grano bloccato nei porti ucraini ormai, per la maggior parte, sotto controllo di Mosca e porsi come uno dei protagonisti della diplomazia mondiale. Ultima sua mossa, insieme all'Arabia Saudita, quella di chiedere l'entrata all'interno dell'organizzazione BRICS.

Tutto ciò a dispetto di Washington, che non solo vede l'Arabia Saudita voltargli le spalle nonostante il viaggio di Joe Biden in Medioriente in questi giorni, ma anche Ankara come scheggia impazzita che non può permettersi di perdere come alleato della NATO per la sua posizione geostrategica. Il viaggio a Teheran di Putin lo vedrà dunque impegnato con il presidente Raisi, il quale sta cercando di porsi come alleato stretto di Mosca in contrapposizione a Washington e per la strada molto in salita riguardo gli accordi sul nucleare iraniano. Il tema principale sul tavolo sarà sicuramente la guerra in Ucraina e la situazione dell'esportazione del grano ucraino. Altro tema fondamentale, soprattutto per la presenza di Erdogan, sarà il dossier Siria, nazione appoggiata sia dall'Iran che dalla Russia nella guerra contro l'Isis ma allo stesso tempo bersaglio di Erdogan per la questione curda. Dunque lo zar pare tutto tranne che isolato a livello internazionale, con le ultime mosse di Siria e Corea del Nord che hanno riconosciuto le due repubbliche separatiste del Donbass e l'Iran che, secondo gli USA, starebbe rifornendo la Russia con i suoi droni Sammad-3, utilizzati anche nello Yemen dai ribelli Houthy. La diplomazia iraniana ha affermato che azioni di questo tipo andrebbero ad aggravare il conflitto, cosa che Teheran non ha intenzione di fare, anche se le voci sul possibile utilizzo di questi UAV da parte dell'esercito russo sembrano essere state confermate.