La voce del Direttore: OLTRE L’INUTILE INERZIA DI UNA GUERRA

di Giovanni Salvia

Una guerra che nessuno avrebbe voluto. Una invasione, quella russa, che non avremmo mai voluto vedere e che va senz’altro denunciata come un atto gravissimo. Ma altresì, ognuno dovrebbe leggere e capire gli eventi non per come ci vengono proposti ma andando oltre. Se davvero il mondo occidentale volesse che la guerra finisse senza far più vittime tra civili e soldati servirebbe la diplomazia, quella vera e non di facciata. In realtà l’Italia come molti altri Paesi della “povera” Europa continuano ad essere al soldo americano. Per un motivo bieco del destino e di una storia maldestramente costruita continuiamo a subire decisioni non nostre che non portano benessere ne a noi ne agli altri, che siano i poveri cittadini ucraini o quelli russi. E’ una guerra che gli Stati Uniti desiderano continui per impoverire e distruggere il loro nemico di sempre: la Russia. Così, attraverso la Nato e i Paesi che ne fanno parte, si continua ad armare l’Ucraina facendo continuare una guerra all’infinito e contemporaneamente si ispira l’Europa a produrre sei pacchetti di sanzioni. Si va oltre i morti. 

Queste sanzioni chi colpiscono davvero? Certo il popolo russo, sottolineiamo il popolo, e poi? I Paesi come l’Italia che non hanno riserve autosufficienti di petrolio, gas e grano. Ecco, il piatto è servito. Il Governo italiano subisce senza proferire parola e dimentica che la pace, quella vera, non si fa con le armi. Il risultato alla fine sarà che la guerra produrrà morti e feriti, quelli veri lì nei teatri di guerra, e distruggerà l’Europa da un punto di vista economico compresa soprattutto l’Italia (che per colpa dei finti ambientalisti non ha il nucleare). Chapeau per gli Usa che in un colpo solo faranno fuori dai mercati internazionali Russia ed Europa restringendo i competitor internazionali alla Cina. In verità i patti di Minsk sono stati violati per primi dagli ucraini, la stessa Ucraina nel Donbas ha usato metodi nazionalisti e nazisti contro i russofoni. La Crimea da oltre 300 anni è una regione russa dove i russi sono perseguitati da decenni. Ma questo nessuno o pochi lo scrivono in Italia. 

Noi siamo dipendenti degli Stati Uniti e ci vorrebbe un nuovo Craxi per ribellarci e riscoprire un poco di dignità. Un ultimo esempio di finta democrazia: il Donbass è a maggioranza russofona e allora perché non proporre un referendum? Perché non si fa come la Nato fece con la Serbia ed il Kossovo strappato a quest’ultima perché a maggioranza albanese? Il diritto internazionale è forse cambiato? O sono solo cambiati gli interlocutori? Ricordo che gli Stati Uniti sono gli stessi che hanno inventato la storia delle armi a distruzione di massa possedute da Saddam Hussein per invadere l’Iraq, sono amici della Francia che si è inventata la stessa storia per invadere la Libia e deporre Gheddafi per gli interessi petroliferi della Total e sempre gli Usa sono quelli che hanno fatto i patti con i Talebani, una fazione che calpesta i diritti civili. Gli Usa sono pure quelli che hanno buttato le bombe atomiche sulle città giapponesi uccidendo bambini e famiglie meno di 80 anni fa e che meno di 60 anni fa lanciavano le armi chimiche sulla popolazione vietnamita. Loro sarebbero i poliziotti buoni del mondo cui noi dovremmo guardare? Pessima fine.