LA GUERRA IN UCRAINA RISVEGLIA IL PERICOLO NUCLEARE

LA GUERRA IN UCRAINA RISVEGLIA IL PERICOLO NUCLEARE

A cura di Luigi Olita

Un fantasma si aggira per l'Europa, ed è quello del pericolo nucleare. 

Le dichiarazioni del direttore della CIA, William Burns, riguardo la Russia sono state allarmanti; infatti secondo l'intelligence americana, Putin, in preda alla disperazione, potrebbe ricorrere alle armi nucleari come prossima mossa. 

Una dichiarazione riportata anche dal presidente ucraino Zelensky, il quale nelle sue dirette alla nazione ed al mondo, ha esortato a prepararsi ad un possibile utilizzo delle armi nucleari da parte di Mosca. La presenza delle armi nucleari nei discorsi dei vari leader mondiali è stata risvegliata proprio dall'invasione dell'Ucraina a febbraio, gettando dunque nel terrore non solo l'Europa ma il mondo intero. 

Un pericolo da non sottovalutare, anche se solo presente nei discorsi e nella retorica politica, poiché non solo da Washington e Mosca è arrivata la minaccia di un utilizzo di armi nucleari, ma anche la stessa Polonia, per voce del vice primo ministro Jarolslav Kazinsky, ha affermato che Varsavia sarebbe disposta ad ospitare armi nucleari in territorio nazionale come deterrente verso l'aggressività di Mosca. La questione polacca in questo caso è stata frenata dalle autorità americane, poiché il NATO Russia founding Act del 1997 parla chiaro a riguardo della presenza di armi nucleari sul suolo nazionale delle nazioni facenti parte del fu Patto di Varsavia. La NATO, infatti, nel NATO Russia founding Act ha stabilito di non avere nessun piano e nessun motivo per stabilire siti di stoccaggio di armi nucleari sul territorio dei Paesi orientali dell' ex Patto di Varsavia, sia attraverso la costruzione di nuovi impianti di stoccaggio di armamenti nucleari sia con l’adeguamento di vecchi impianti. 

In questo caso la Polonia ha utilizzato la retorica delle armi nucleari come deterrente, ma allo stesso tempo come arma a doppio taglio che non spingerebbe di certo la Russia ad indietreggiare ma confermerebbe le tesi della CIA, riguardo un possibile utilizzo del nucleare in caso di "disperazione". 

Stesso discorso vale per la Cina, la quale ha parlato del conflitto in Ucraina come un catalizzatore per una futura guerra nucleare ed allo stesso tempo avrebbe accelerato il riarmo nucleare per fronteggiare la minaccia americana. 

A ciò, dunque sul lato cinese, si aggiunge la visita di una delegazione americana a Taiwan proprio in questi giorni, che ha fatto irritare non poco le autorità cinesi. 

La situazione, dunque, è sempre più tesa, e nonostante la retorica dura degli attori coinvolti direttamente e non all'interno del conflitto, non è da escludere un possibile utilizzo di un'arma tattica nucleare da parte russa. Ciò potrebbe essere dettato anche come ritorsione per la distruzione dell'incrociatore Moskva, affondata nelle ultime ore mentre veniva trainata in mare verso la Crimea. L'affondamento della Moskva, per la sua importanza all'interno della marina russa, è stata rivendicato dall'esercito ucraino, dotato di armamenti anti nave forniti da Washington. Quest'ultimo potrebbe aver avuto un ruolo importante nella logistica grazie alla sua intelligence. 

Da stanotte, infatti, i bombardamenti sulle città ucraine nel sud est si sono intensificati, ed una ritorsione da parte di Mosca, nonostante la conquista del porto di Mariupol e di una buona parte della fascia costiera, sarebbe all'orizzonte.