LA FINE DELLE AMBIGUITÀ SU TAIWAN

LA FINE DELLE AMBIGUITÀ SU TAIWAN

A cura di Luigi Olita 

La piccola isola di Taiwan è da sempre obiettivo di Pechino, infatti secondo le ultime dichiarazioni del governo cinese, la riunificazione di Taiwan con la Cina sarà in futuro inevitabile e nessuno riuscirà a fermare questo processo. Non si è fatta attendere la risposta di Joe Biden alle continue pretese di Pechino, poiché in una conferenza stampa tenutasi in Giappone nel mese di maggio durante il suo viaggio in Giappone e Corea del Sud, l'inquilino della Casa Bianca ha affermato che si impegnerà militarmente se la Cina dovesse mai attaccare Taiwan. Una volta per tutte, l'ambiguità strategica mantenuta dai suoi predecessori riguardo il dossier Cina-Taiwan è caduto per sempre, facendo apparire, anche se già prevedibile, la posizione di Washington sulla questione. Secondo il Taiwan relations Act del 1979, gli USA non hanno però nessun impegno ad intervenire militarmente per difendere Taiwan, poiché il trattato spostava le relazioni diplomatiche ufficiali di Washington con la Repubblica popolare Cinese. Inoltre Washington si impegnava a vendere armi difensive alla piccola Repubblica di Cina (Taiwan), considerando comunque un attacco da parte di Pechino a Taiwan come una grave violazione della pace in Asia orientale.

Le dichiarazioni di Biden hanno sicuramente infiammato gli animi oltre la Città Proibita, infatti lo staff presidenziale si è affrettato ad ammorbidire la situazione cercando di farlo passare come una gaffe. È importante sottolineare che nonostante Biden abbia spesso rilasciato dichiarazioni con gaffe, in questo caso di Taiwan la questione è sicuramente diversa, poiché non solo viene fatta cadere l'ambiguità degli USA su Taiwan, rimproverata molte volte dalla stessa Taipei, ma sarebbe anche un monito alla Cina per evitare uno scontro armato nello stretto di Taiwan. L'obiettivo cinese è fin troppo chiaro, poiché non è il se, ma il quando avverrà l'annessione militare della piccola isola. Dunque, nonostante la moderazione e diplomazia messa in campo dallo staff presidenziale e della difesa USA per calmare gli animi di Pechino, è importante notare che negli ultimi anni l'impegno di Washington verso Taiwan è aumentato di molto e soprattutto la ritirata fragorosa ed imbarazzante dall'Afghanistan hanno assestato sicuramente un duro colpo alla credibilità americana di poliziotto mondiale. Posizione sulla quale la stessa Cina pare averci cavalcato in modo tale da intraprendere nuovi obiettivi in politica estera anche grazie al suo Soft Power, in opposizione al Military Power Americano.