L'ASSE MOSCA-PECHINO CORRE AI RIPARI

L'ASSE MOSCA-PECHINO CORRE AI RIPARI

A cura di Luigi Olita

La bollente questione Ucraina che vede contrapposti il blocco NATO e Mosca, e dall'altra parte il dossier Taiwan che sta facendo scaldare i motori alla Cina e mette in allarme sia Taipei che Washington, stanno rafforzando sempre di più l'asse tra Mosca e Pechino.

Infatti, nella giornata del 15 dicembre, il presidente russo Vladimir Putin ed il suo omologo cinese Xi Jinping, hanno tenuto un incontro virtuale per discutere del loro impegno riguardo le pressioni da parte degli USA e dei suoi alleati nelle zone calde del pianeta. Il rapporto tra i due capi di stato è parso ancor di più stretto rispetto al solito, poiché entrambi si sono rivolti con le espressioni estremamente amichevoli, sancendo sempre di più una stretta dei loro rapporti per fare fronte all'avversario comune. Sono stati discussi i temi riguardanti l'Ucraina e Taiwan, che hanno come comune denominatore Washington, ed entrambi hanno mostrato appoggio reciproco nelle rispettive questioni. Il capo di stato russo ha anche affermato che parteciperà alle Olimpiadi di Pechino di febbraio 2022, dopo il continuo boicottaggio che si sta verificando in queste settimane da parte degli USA e dei suoi maggiori alleati.
Oltre ai due dossier di Ucraina e Taiwan, si è aperta una discussione riguardante l'AUKUS, cioè l'Alleanza stretta tra USA, Gran Bretagna ed Australia nell'Indo Pacifico per contenere l'espansionismo del Dragone, e che ha visto anche l'acquisto da parte dell'Australia di sottomarini a propulsione nucleare da Washington.
Inoltre il presidente cinese ha affermato di “comprendere le preoccupazioni russe” e soprattutto continuerà a sostenere Mosca per quanto riguarda le sue richieste di garanzie di sicurezza agli USA.
Putin si è espresso in modo critico riguardo la nuova alleanza a tre nel Pacifico soprattutto per un possibile rafforzamento dell'asse nel campo dell'intelligence tra i Cinque Occhi.
Il presidente cinese Xi ha poi riferito al suo omologo russo che nonostante non sia stata sottoscritta un'alleanza tra Russia e Cina, il legame che si è instaurato tra le due potenze è tale da andare oltre un’alleanza. I due capi di stato hanno anche discusso di relazioni commerciali ed economiche. Infatti sono stati affrontati i temi riguardanti il progetto del gasdotto Power of Siberia-2, le esportazioni di grano russo alla Cina e, più importante di tutti, il progetto di
costituire un'infrastruttura finanziaria indipendente, che sgancerebbe le due potenze dalla dipendenza dalle banche occidentali e soprattutto dal continuo arrivo di sanzioni da parte dell'UE.
Il pericoloso asse, per Washington, che sta via via rafforzandosi, è sicuramente una delle questioni più importanti che stanno sulla scrivania di Biden, il quale dopo il summit sulla democrazia tenutosi le scorse settimane ha visto l'incontro virtuale tra i suoi due avversari come una replica alle strategie americane. Le due agende riguardanti Ucraina e Taiwan sono di fondamentale importanza, poiché se da un lato il continuo accanimento contro la Russia porterebbe ad una vera e propria catastrofe nell'est Europa, dall'altro si continuerebbe a perdere di vista che la continua avanzata del Dragone sta bruciando le tappe e soprattutto si continua ad insediare in Occidente e non, cavalcando i fallimenti dell'imperialismo americano. Un tema che Biden dovrebbe tenere a mente, riprendendo il braccio di ferro iniziato da Trump con Pechino, prima di andare a sbattere, come affermato tempo fa dal presidente Xi, contro la grande Muraglia.