ERDOGAN GESTISCE LA MEDIAZIONE TRA MOSCA E KIEV

ERDOGAN GESTISCE LA MEDIAZIONE TRA MOSCA E KIEV

A cura di Luigi Olita 

Il presidente turco Erdogan torna a fare parlare di sé. Dopo il braccio di ferro con la NATO per l'entrata al suo interno di Svezia e Finlandia, che dura tutt'oggi con le continue richieste di Ankara alle due nazioni di cederle i militanti curdi accusati di terrorismo, al momento è la diplomazia turca a segnare una nuova vittoria per quanto riguarda la guerra in Ucraina. Infatti, ad Istanbul sono stati firmati due documenti sulla fornitura marittima di grano ucraino dal ministro della difesa Turco Hulusi Akar, il ministro della difesa russo Sergej Shoigu ed il ministro delle infrastrutture ucraino Aleksandr Kubrakov. Tutto ciò alla presenza del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Gutierrez. I documenti contengono anche e soprattutto la revoca delle restrizioni alla fornitura di prodotti agricoli e fertilizzanti prodotti in Russia. Dunque, come accennato prima, una vittoria per Ankara, l'ennesima, con un'Europa alle prese con la guerra del gas e Washington che continua la sua guerra per procura in Ucraina con gli ultimi invii di armi.

Erdogan si conferma, nonostante attore fondamentale all'interno della NATO, il campione indiscusso a livello diplomatico sia sul fronte ucraino, sia su quello Mediorientale, con un via libera indiretto per la sua operazione militare contro i curdi, dopo l'incontro con il presidente iraniano Raisi e Vladimir Putin. Protagonista di questi accordi, i quali prevedono l'esportazione di grano ucraino attraverso il Mar Nero attraverso tre porti: Odessa, Chornomorsk e Yuzhny e soprattutto l'attività di sminamento nelle acque territoriali ucraine che potrebbe avvenire in futuro per facilitare il trasporto del grano. L'obiettivo è quello di assicurare il passaggio delle navi che trasportano grano attraverso dei canali sicuri, i quali saranno garantiti anche dalla supervisione dell'ONU grazie all'attività diplomatica di Ankara che è impegnata già nella creazione di un centro di coordinamento posti ad Istanbul a cui parteciperanno ONU, Russia ed Ucraina. Alle navi da guerra, aerei e droni sarà vietato avvicinarsi alle navi a una distanza specificata e le navi dirette ai porti saranno sottoposte a controlli per contrastare un'eventuale presenza di armi sotto il controllo del Centro congiunto di coordinamento. Inoltre, nei porti saranno presenti rappresentanti di ONU, Turchia e Ucraina per monitorare il carico di grano. La validità degli accordi avrà la durata di 120 giorni con una possibile futura proroga.