BIDEN CHIAMA A RAPPORTO GLI ALLEATI NEL CUORE DELL'EUROPA

BIDEN CHIAMA A RAPPORTO GLI ALLEATI NEL CUORE DELL'EUROPA

A cura di Luigi Olita 

Il presidente americano Joe Biden ha chiamato a rapporto gli alleati della NATO e non per un incontro il 26 aprile. La situazione in Ucraina sta prendendo una piega sempre più grave, con l'esercito russo che non intende indietreggiare sul Donbass e sulla fascia costiera e l'esercito ucraino determinato a continuare la resistenza anche grazie alla determinazione del battaglione nazionalista e neonazista degli Azov. Gli USA hanno varato un nuovo pacchetto di invio di armi per 800 milioni di dollari e la Gran Bretagna ha mandato in Ucraina sin dalla scorsa settimana un gruppo di addestratori appartenenti alle forze speciali della SAS, cioè la special air service. In queste ore proprio Downing street ha rincarato la dose contro il Cremlino, poiché lo stesso Boris Johnson ha affermato che le armi inviate a Kiev serviranno per colpire anche il territorio russo, cosa che sta accadendo ultimamente con piccole incursioni da parte dell'esercito ucraino, che ha oltrepassato il confine russo per colpire villaggi e depositi di armi.

La risposta da parte di Mosca non si è fatta attendere, poiché il ministero degli esteri russo ha affermato che seguendo tale logica la Russia sarebbe giustificata a colpire i paesi della NATO. Dunque la tensione è estremamente alta e tende a non diminuire, nemmeno dopo la visita del segretario generale dell'ONU a Mosca. Il Donbass e la Crimea sono gli obiettivi principali di Putin, il quale ha puntato i piedi contro Gutierrez che cercava invano un cessate il fuoco. Proprio mentre Londra va a muso duro contro Mosca, Joe Biden in queste ore ha riunito nella base militare di Ramstein, in Germania, gli alleati della NATO, ma anche rappresentati di altri Paesi non appartenenti all'Alleanza Atlantica, ma fondamentali per creare un muro contro Mosca. Oltre all'Ucraina, protagonista del conflitto, anche la Finlandia e la Svezia hanno presenziato con i loro rappresentanti, essendo le due nazioni più gettonate e desiderose di entrare nella NATO dopo l'invasione russa di febbraio. Dal Medioriente sono arrivate le presenze di Israele, da subito mediatore nel conflitto, e della Giordania. Il Qatar è stato invitato a presenziare come nuovo attore strategico nel contesto delle petrolmonarchie del Golfo, soprattutto dopo che l'Arabia Saudita ha deciso di incrementare i suoi legami con Mosca e con Pechino, facendo preoccupare Washington. 

L'Italia, attore strategico in ambito NATO e nel contesto europeo, è presente con il ministro della difesa Lorenzo Guerini. Il nostro Paese si è sin da subito schierato al fianco di Washington e di Kiev dopo l'invasione di febbraio, ed ha assicurato il sostegno con l’invio di armi all'esercito ucraino. Una decisione poco apprezzata a Mosca che potrebbe in seguito attuare ritorsioni contro Roma soprattutto in ambito cyber, se nel peggiore dei casi il conflitto dovesse allargarsi in futuro. Come riportato da Insideover, anche Giappone e Corea del Sud sono stati convocati dall'alleato americano per discutere della situazione in Ucraina. Il raduno di Ramstein è fondamentale per capire quanto gli USA e la Gran Bretagna siano intenzionati a far continuare il conflitto in Ucraina e determinare il logoramento della Russia con l'obiettivo di indebolirla militarmente. Ciò è stato spiegato chiaramente dal segretario alla difesa americano, il generale Lloyd Austin, il quale sta plasmando la nuova strategia per ridimensionare l'apparato militare russo con l'obiettivo di polverizzarlo in Ucraina mediante armi americane, ma senza spendere un solo marines. Dunque la strategia di combattere fino all'ultimo ucraino sta portando la NATO a rifornire di armi l'esercito ucraino, e dopo le prime avvisaglie di Mosca, proprio nei prossimi giorni le mosse del Cremlino in ambito energetico di chiudere i rubinetti di gas, inizieranno ad attuarsi con i primi Paesi alleati di Washington, dunque Polonia e Bulgaria.